Stili di vita
Stili di vita
Gli over 65 di oggi sono i protagonisti attivi della società. E il movimento è la loro prima leva per stare bene: dalle passeggiate nei parchi cittadini alle attività dolci come yoga, ginnastica posturale o ballo, fino agli sport leggeri praticati con spirito di gruppo.
E poi, per un felice life style, lo sappiamo, molto importante è anche l’alimentazione: una dieta equilibrata, ricca di frutta, verdura, legumi e pesce, è un pilastro fondamentale per la salute fisica e mentale.
Ma lo stile di vita non riguarda solo il corpo. È anche la cura delle relazioni sociali, la partecipazione ad attività culturali, il piacere della lettura o della scrittura, l’entusiasmo per il teatro o per una gita fuori porta. Sono scelte che mantengono viva la mente, stimolano la curiosità e combattono l’isolamento, una delle sfide più grandi della terza età.
Ed eccoci in queste pagine, dove ci raccontiamo esperienze, condividiamo consigli, raccogliamo testimonianze che mostrano come vivere con pienezza e vitalità ogni stagione della vita.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità, il massimo organismo internazionale in fatto di salute pubblica, ha sviluppato la cosiddetta "Intrinsec Capacity", ovvero una serie di indicatori che dicono come una persona sta invecchiando. Non conta, spiegano gli esperti dell'OMS, se hai 75 o 80 anni, conta quali delle tue principali funzioni vitali sono ancora attive. Vengono pertanto individuate CINQUE funzioni vitali da tenere sotto controllo: locomozione, cognizione, capacità sensoriale, benessere psicologico e vitalità. Sul piano pratico, ciò significa osservare attentamente come camminiamo, quanto siamo forti, se riusciamo ad alzarci facilmente da una sedia, come funzionano in noi memoria e attenzione, se e quanto vediamo e udiamo bene, qual è il nostro stato psicologico e quanta riserva fisiologica c'è ancora in noi. L'istituto specializzato Age and Ageing ha spiegato che una persona può anche avere il diabete o essere affetto da ipertensione, ma se ha conservato questi cinque elementi fisiologici sta molto meglio di un altro, magari più giovane, che alcune di queste caratteristiche le ha perse.
Un fatto è sicuro: noi napoletani possiamo rinunciare a tutto, ma non ad un buon caffé al risveglio. E se finora ci hanno messi in guardia su uso e abuso di questa bevanda, oggi la scienza ha fatto marcia indietro. Tanto per cominciare, in ampi studi sulla popolazione è emerso che coloro che bevono caffè regolarmente hanno un rischio di morire per qualsiasi causa inferiore del 15-25%. Non lo dicizamo noi, ma lo ha dichiarato William Li, cardiologo e biologo vascolare formatosi all'Università di Harvard. Inoltre, uno studio pubblicato sull'European Hearth Journal spiega gli errori da con commettere e come sfruttare al meglio le tante potenzialità benefiche del caffé. Non dobbiamo berlo troppo caldo, dicono gli esperti, né allungarlo con il latte, che potrebbe alterarne i benefici polifenoli. Insomma, secondo le attuali ricerche, bere moderatamente caffé nero è il modo migliore, oltre che il più piacevole, per prenderci cura di noi!
Cosa c'è di più invitante d'un bel piatto di spaghetti al pomodoro? Pere noi napoletani, quasi niente... La buona notizia è che ora la scienza, dopo aver criminalizzato per anni i carboidrati complessi, li ha ampiamente riabilitati, tanto da innalzarli tra i fattori chiave della longevità! Lo spiegano famosi ricercatori super esperti di lunga vita, cone Silvio Garattini (97 anni, in ottima forma) e Dan Buettner, longevity coach del National Geographic. Secondo Buettner i carboidrati sono alla base della dieta nelle Zone Blu del mondo, quelle con la più alta aspettativa di vita del pianeta. E Valter Longo, direttore del Longevity Intitute in California, raccomanda caldamente di fare dei carboidrati la base della nostra alimentazione. Perciò, niente più sensi di colpa e... corriamo a buttare la pasta!
Il professor Ennio Tasciotti, Direttore dello Human Longevity Program dell’IRCCS San Raffaele di Roma, ha recentemente pubblicato un Rapporto in cui spiega perché l’invecchiamento sano dipende da 3 dimensioni sempre più interconnesse:
1-attività fisica e salute muscolare,
2- nutrizione e integrazione proteica,
3- relazioni sociali e salute cognitiva.
In Italia, come sappiamo, si vive sempre più a lungo, ma la vera sfida oggi non è solo aggiungere anni alla vita: è preservare autonomia, forza fisica, salute cognitiva e qualità delle relazioni nel tempo. Ad esempio, si legge nel Rapporto, la qualità delle relazioni sociali ha un impatto diretto e misurabile sulla salute: una analisi internazionale su oltre 300.000 partecipanti ha rilevato come la solidità delle relazioni sociali aumenti la probabilità di sopravvivenza del 50%, un effetto paragonabile a quello della cessazione del fumo.
Inoltre il Rapporto evidenzia come la sarcopenia, ovvero la perdita di massa e forza muscolare, non sia, come siamo abituati a credere, una conseguenza inevitabile dell’età. Questo processo, che rappresenta oggi uno dei principali fattori di fragilità e perdita di autonomia nella popolazione anziana, può infatti essere evitato o rallentato in modo significativo nella sua progressione con movimento regolare, esercizio di resistenza e adeguato supporto nutrizionale. «Le evidenze scientifiche mostrano come la qualità della vita dopo i 65 anni dipenda dall’equilibrio tra forza fisica, adeguata nutrizione e relazioni sociali solide – afferma Tasciotti – che non vanno visti come fattori separati ma come tre componenti interconnesse dell’invecchiamento sano». Tutte raccomandazioni di cui faremo tesoro...
I fattori associati a un'esistenza più lunga libera da declino cognitivo sono: avere una pressione sanguigna normale, non avere il diabete e non fumare tra i 45 e i 65 anni. Scoprire nuovi modi per ritardare la demenza è fondamentale, se si pensa che solo negli Usa il 42% è a rischio di sviluppare la malattia in qualsiasi momento dopo i 55 anni.
Gli autori del lavoro pubblicato sulla rivista 'Neurology Open Access" hanno infatti dimostrato che i fattori associati a un'esistenza più lunga libera da declino cognitivo sono: avere una pressione sanguigna normale, non avere il diabete e non fumare tra i 45 e i 65 anni. I risultati suggeriscono che le persone devono attivamente prevenire questi fattori nella mezza età come strategia per preservare la salute del cervello per oltre un decennio.
La ricerca ha permesso di chiarire ulteriori aspetti: in primo luogo il fatto che, a prescindere dal numero di fattori di rischio, le donne vivono più a lungo senza demenza rispetto agli uomini. I risultati dello studio sottolineano il duplice impatto dei fattori di rischio identificati nella mezza età, la cui presenza è stata collegata sia a un'insorgenza accelerata della demenza sia a una riduzione della durata complessiva della vita senza demenza
Dedichiamo questo agosto 2026 caldissimo ad alcuni consigli pratici per mantenerci in buona forma. Cominciamo con le 9 minacce invisibili che contrastano il nostro benessere biologico.
1. Isolamento e perdita di uno scopo: smettere di sentirsi utili spegne i segnali cerebrali legati alla sopravvivenza. Il pensionamento mentale logora l’organismo molto prima di qualsiasi insufficienza organica.
2. Atrofia da inattività mentale: consumare intrattenimento di scarsa qualità paralizza la plasticità neuronale. Senza sfide cognitive complesse, il cervello finisce semplicemente per ridursi.
3. Sedentarietà muscolare cronica: perdere massa muscolare, cioè sviluppare sarcopenia, comunica al corpo che non ha più bisogno nemmeno delle proprie ossa. Chi non si muove si arrugginisce.
4. Disconnessione dalla natura: vivere costantemente sotto la luce artificiale ostacola la produzione di vitamina D e altera il ritmo circadiano di base, mandando fuori equilibrio il sistema endocrino.
5. Rancore e legami emotivi tossici: le emozioni irrisolte mantengono il corpo in uno stato di allerta costante, alterando il microbiota e aumentando la proteina C-reattiva.
6. Disidratazione cellulare silenziosa: confondere la sete con la fame o soddisfarla con bevande zuccherate compromette la funzione renale e riduce l’elasticità dei tessuti.
7. Smettere di imparare cose nuove: interrompe la formazione di nuove sinapsi. Il cervello ha bisogno dello stress positivo della novità per restare vivo.
8. Abuso di soluzioni farmacologiche tampone: assumere farmaci per coprire ogni sintomo, invece di correggerne la causa, sovraccarica il fegato e i reni, generando tossicità sistemica.
9. Perdita della capacità di meravigliarsi: il cinismo e l’amarezza bloccano i recettori della dopamina sana che contribuiscono a mantenere giovane la mente.
La medicina della longevità ha dimostrato che l’isolamento e la mancanza di stimoli riducono le dimensioni dell’ippocampo e accelerano l’accorciamento dei telomeri, vale a dire parti essenziali del nostro DNA. Una ricerca ha dimostrato che la mancanza di relazioni sociali ha un impatto sulla mortalità paragonabile a quello del fumare 15 sigarette al giorno.
Esporre gli occhi alla luce naturale entro pochi minuti dal risveglio riallinea l'orologio biologico interno, con effetti misurabili su sonno, metabolismo e infiammazione cronica. Bastano 5 minuti, senza occhiali da sole né vetri di mezzo, per innescare una cascata ormonale che gli studiosi della longevità considerano tra le abitudini più economiche ed efficaci a disposizione.
Perché la luce del mattino allunga la vita
La luce solare diretta negli occhi azzera il ritardo del ritmo circadiano accumulato durante la notte.
Regola il picco mattutino di cortisolo, l'ormone che dovrebbe attivarsi all'alba e non nel pomeriggio.
Anticipa la produzione serale di melatonina, migliorando la qualità e la durata del sonno profondo.
Un sonno regolare riduce l'infiammazione cronica di basso grado, uno dei principali acceleratori dell'invecchiamento cellulare.
Tra le decine di protocolli anti-invecchiamento che circolano ogni giorno, ne esiste uno che non richiede integratori, digiuni prolungati o attrezzature costose: l'esposizione alla luce naturale nei primi minuti dopo il risveglio.
Chi studia la longevità a livello scientifico insiste da tempo su un concetto semplice ma spesso trascurato: il corpo umano non è progettato per vivere sotto luce artificiale e schermi, bensì per sincronizzarsi con i cicli di luce e buio che hanno scandito l'evoluzione della specie per centinaia di migliaia di anni.
Questa sincronizzazione, apparentemente banale, si traduce in effetti concreti e misurabili sulla durata e sulla qualità della vita. Non si tratta di una moda passeggera, ma di un meccanismo biologico solido, che spiega perché popolazioni con abitudini mattutine regolari tendano a mostrare marcatori di invecchiamento più favorevoli rispetto a chi vive in costante disallineamento con la luce naturale.
Comprendere perché pochi minuti al risveglio possano avere un peso così significativo permette di trasformare un gesto apparentemente banale in uno strumento reale di prevenzione.
Il corpo umano possiede un orologio biologico centrale, situato in una piccola area del cervello chiamata nucleo soprachiasmatico, che riceve informazioni dirette dagli occhi attraverso cellule della retina specializzate nella percezione della luce, distinte da quelle utilizzate per la visione tradizionale.
Quando questa luce raggiunge la retina nelle prime ore del giorno, l'orologio centrale invia un segnale di sincronizzazione a tutto l'organismo, azzerando eventuali ritardi accumulati durante la notte o nei giorni precedenti. Questo segnale regola con precisione il picco mattutino di cortisolo, l'ormone che dovrebbe salire fisiologicamente nelle prime ore del mattino per fornire energia e lucidità, per poi scendere gradualmente nel corso della giornata.
Un'esposizione regolare alla luce del mattino anticipa inoltre di alcune ore la produzione serale di melatonina, l'ormone che prepara l'organismo al sonno. Questo anticipo si traduce in un addormentamento più naturale e in fasi di sonno profondo più consistenti, durante le quali l'organismo attiva processi di riparazione cellulare e di eliminazione delle scorie metaboliche accumulate nel cervello, un meccanismo che numerosi studi collegano alla prevenzione del declino cognitivo.
Il segnale di sincronizzazione generato dalla luce mattutina non rimane confinato al cervello, ma si propaga verso quelli che i ricercatori definiscono orologi periferici, presenti in organi come fegato, pancreas, muscoli e persino tessuto adiposo. Ogni organo possiede infatti un proprio ritmo biologico che, per funzionare al meglio, deve rimanere coordinato con l'orologio centrale.
Quando questa coordinazione è efficiente, migliora la sensibilità insulinica, ovvero la capacità delle cellule di utilizzare correttamente il glucosio circolante, con benefici diretti sulla gestione del peso e sulla prevenzione del diabete di tipo 2. Al contrario, un disallineamento circadiano cronico, tipico di chi lavora su turni notturni o trascorre le prime ore del giorno esclusivamente in ambienti chiusi, è associato a un aumento del rischio cardiovascolare e a una maggiore infiammazione sistemica di basso grado, una delle condizioni più studiate tra i fattori che accelerano l'invecchiamento biologico.
Dal 5 luglio ha riaperto il lido comunale di Bagnoli. E' stata infatti revocata l'ordinanza di interdizione alle aree sabbiose a seguito delle attività di manutenzione effettuate. Purtroppo il mare resta ancora non balneabile.
In compenso il lido comunale è ad accesso gratuito. Si potrà entrare attraverso due varchi: dall’Arenile (consigliato per persone con difficoltà motorie, con carrozzine o passeggini) o dal Lido Fortuna.
Come negli anni precedenti, il lido comunale metterà a disposizione dei cittadini numerosi servizi gratuiti, tra cui ombrelloni e sedie, un pergolato, l’area solarium, docce, servizi igienici e attrezzature dedicate al gioco e al tempo libero. La struttura è aperta tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 18.
Fino al 31 luglio la piscina dello Stadio Collana, nel cuore del Vomero, è aperta tutti i giorni feriali, lunedì-venerdì, dalle ore 10 e fino alle 18. La bellezza è che non c'è bisogno di iscriversi ai corsi, perché il nuoto questo mese è assolutamente libero. Un'occasione ideale quindi, da non perdere assolutamente, per mantenersi in forma. Niente infatti è più benefico per ossa, articolazioni, muscoli ed anche per l'umore! Un modo per socializzare e migliorare il proprio benessere, senza dover percorrere chilometri per raggiungere la piscina. Dai, che aspettiamo?
Contatti e info telefonando al numero 392 817 2261.
Ha appena compiuto il traguardo dei cento anni Mel Brooks, il famoso regista attore e sceneggiatore americano autore di pellicole indimenticabili, da “Mezzogiorno e mezzo di fuoco” a “Frankenstein Junior” ed altre esilaranti commedie che hanno fatto la storia del cinema. Come sta, il centenario Mel Brooks? E qual è il suo segreto?
Poche cose ma necessarie, ha risposto lui in un’intervista per il suo compleanno che sta facendo il giro del mondo. Prima di tutto, non ha mai smesso di lavorare ed anche in questi giorni sta interpretando il sequel del film “Balle spaziali”, che sarà nelle sale il prossimo anno. Altra regola, il sorriso, sempre. «Penso che ridere renda sani e felici», ha detto al settimanale People, aggiungendo che la risata provocata dai suoi film «è un suono bellissimo», quindi «fare comicità è un gran ben mestiere, ti rende sano di mente e felice. Ti dà un motivo per essere vivo».
Quanto alla paura della morte, «ho smesso di pensarci quando ho compiuto 60 anni - ha risposto Mel - perché altrimenti ci avrei pensato di continuo, quando e se accadrà sarà un giorno triste per tutti, ma non per me. Perché a me - ha concluso Brooks - piace vivere e voglio farlo ancora a lungo…».
Sempre più studiosi stanno esaminando le popolazioni che vivono nelle cosiddette Zone Blu del mondo, quelle in cui risiede un maggior numero di novantenni e centenari in buona salute. Lo ha fatto recentemente anche il dottor Jay Luthar, direttore medico di Lutanen Health. La PRIMA REGOLA è quella di MANGIARE VERDE. "Una dieta prevalentemente a base vegetale è una delle strategie per la longevità più costantemente supportate da studi su diverse popolazioni e culture", afferma il dottor Luthar. Le verdure sono ricche di nutrienti che prevengono le malattie croniche, come fibre, polifenoli e antiossidanti. Riducono l'infiammazione e il danno cellulare, migliorano la sensibilità all'insulina e supportano la salute intestinale, cardiovascolare e metabolica, spiega il dottor Luthar. Ma sono anche benefiche per la salute del cervello. La ricerca ha dimostrato che i potenti polifenoli presenti nei frutti di bosco hanno effetti neuroprotettivi sul cervello, mentre le verdure a foglia verde sono associate a un rallentamento del declino cognitivo. Senza mai dimenticare i legumi. Il loro elevato contenuto di fibre migliora la sensibilità all'insulina, abbassare il colesterolo e proteggere dal cancro del colon-retto.
Il grande attore e regista americano Clint Eastwood, al di là del suo indiscutibile fascino, sta diventando sempre più un modello sa seguire per tutti coloro che puntano a festeggiare i 100 anni in buona salute fisica e mentale. Ma come fa? Glielo ha chiesto recentemente il mensile americano specializzato Muscle and Fitness. Ed ecco le principali risposte di Eastwod. Primo: benché non abbia mai avito grasso corporeo in eccesso, sono stato sempre molto attento all'alimentazione, evitando carboidrati e dolci. preferendo frutta e verdura, anche crude, ricche di vitamine. Secondo: tenere sempre una bilancia in bagno e pesarsi regolarmente. Terzo: favorire sempre un buon sonno notturno. Quarto: non rinunciare mai all'esercizio fisico quotidiano.
Pochi lo sanno, ma una serie di comuni alimenti, che magari abbiamo in casa, funzionano bene come antidolorifici. Informazioni non da poco per i tanti si quali, con la terza età, arrivano anche i dolori, specie quelli articolari. Il gruppo facebok "Vitalità" propone una serie di indicazioni, con base scientifica, molto utili in questi casi. Cominciamo. Lo ZENZERO contiene ibuprofene, la molecola che render così ricercato e benefico il "Brufen". Fa bene anche la CURCUMA, che possiede l'acido acetil salicilico dell'Aspirina. Se preferite il paracetamolo dovete mangiare le AMARENA, mentre molti semi, ad esempio i SEMI DI LINO, ci danno i tanto preziosi Omega 3. E che dire dell'AGLIO? Secondo questa ricerca, fa meglio del Dicloreum perché ha la stessa molecola. Per calmare la tosse ok alla PAPAYA che contiene codeina. Ma se avete solo bisogno di dormire meglio, ecco che viene in aiuto la radice di VALERIANA che possiede Diazepam, simile alle sostanze che troviamo nel famoso Tavor.
C'è un bel modello da seguire, perché noi di “Argento Vivo” non abbiamo alcuna intenzione di fermarci. E, anzi, intendiamo importare qui, a Napoli e provincia, il meglio delle esperienze che altrove stanno già avendo successo. Come la Maison d’Isis in Francia e come “Ecosistema Anziani”, il progetto del Comune di Abano Terme che prevede un programma ricco di iniziative rivolto alla popolazione over 65.
Le potete trovare tutte sulla pagina Facebook di “Ecosistema Anziani”, noi qui vi diamo conto delle iniziative più recenti, tutte da “copiare”. Ogni giovedì, nell’ambito delle progettualità per l’invecchiamento attivo della Regione del Veneto, si tengono gli incontri dedicati al Corso avanzato di potenziamento della memoria, un metodo condiviso ed efficace per prevenire o curare malanni tipici della terza età, come l’Alzheimer.
E pochi giorni fa si è tenuto l’evento dal titolo "Sapori che fanno bene - ovvero: La sana alimentazione per gli over 65". Si tratta di
un incontro informativo condotto da @liltpadova in collaborazione con il Dott. Daniele Nucci, dietista ed esperto di culinary medicine.Un gustoso Aperitivo della salute è stato offerto dall’istituto Alberghiero Pietro D'Abano, per completare una mattinata ricca di spunti di riflessione. Vanno avanti intanto anche i corsi di Alfabetizzazione digitale, che hanno già permesso a tanti over 65 di uscire dall’isolamento digitale.
C’è poco da fare, in fatto di welfare i francesi sono più avanti di noi. Lo dimostra il progetto La Maison d’Isis, che ormai dal 2016 è una concreta realtà. Si trova nella Francia meridionale, nella cittadina di Montauban ed accoglie una trentina di persone in età compresa fra i 65 e gli 85 anni, compresi gli 11 fondatori iniziali.
Persone che hanno deciso di condividere questi anni della loro vita in buona compagnia ed usufruendo di tanti servizi in più che il singolo appartamento non potrebbe mai offrire. Invece di trasferirsi in case di riposo, hanno costruito questa maison. Questa grande abitazione è stata pensata per unire autonomia e condivisione. Ognuno ha la propria stanza privata, ma gli spazi comuni, come la cucina e le aree dedicate al tempo libero, diventano luoghi di incontro, dialogo e compagnia.
Non è stato un percorso facile: ci sono voluti anni di impegno, pazienza e sacrifici per trasformare questo sogno in realtà. Oggi però questi amici vivono con maggiore serenità, senza il peso di sentirsi soli e senza dover dipendere ogni giorno dai propri familiari.
La loro scelta dimostra che la terza età può essere vissuta in modo diverso: non come una rinuncia, ma come una nuova forma di libertà, amicizia e sostegno reciproco. Una storia che racconta quanto la condivisione possa rendere più umano e più felice ogni fase della vita.
Non è una pubblicità, ma un modo per offrire alle nostre lettrici over 65 un luogo in cui trovare, a Napoli, accoglienza, cure estetiche personalizzate, professionalità nel farci sentire più giovani. Stiamo parlando degli storici locali "Alla Violetta" del Vomero, via Bernini 25, un tempo famosa profumeria, da qualche anno centro estetico all'avanguardia anche per il ringiovanimento del viso, il cosiddetto "Reverse Age". Il primo step è l'incontro ravvicinato con lo specialista estetico che, mentre sorseggerai un caffé o una tisana offerta dalla casa, cercherà di capire quali sono le tue reali esigenze. i passerà poi all'azione con uno speciale macchinario che eseguirà una accusata diagnosi della tua pelle. ASl termine del ceck up cutaneo il beauty specialist indicherà quali sono i trattamenti che fanno al caso tuo. Con centinaia di pazienti soddisfatti dei trattamenti ricevuti, la Violetta ti aspetta nei suoi locali. Puoi prenotare il tuo primo incontro con. la mail info@allavioletta.it o telefonando al lo 081.2292033.
Si sta diffondendo rapidamente a macchia d'olio. Complice anche il breve video diffuso sui social in cui una donna sana e bella dice: "ho 73 anni ma tutti me ne danno 40. Merito del Tai Chi!". Stiamo parlando di una pratica dalle origini antichissime che può essere utilizzata da tutti, in particolare dagli over 60, comodamente a casa propria, bastano solo dai 7 ai 10 minuti di lieve esercizio ogni mattina. I ricercatori hanno dimostrato che il Tai Chi produce effetti positivi non solo per perdere i chili in più, ma anche per prevenire malattie come l'Alzheimer o la demenza senile, o anche per battere l'insonnia.. Per praticare il Tai Chi non c'è bisogno quindi di andare in palestra, basta iscriversi ad uno dei tanti programmi ed anche sul telefono cellulare o sul pc maestri esperti vi accompagneranno ogni giorno ad eseguire i giudti, benefici allenamenti.
Numerose ricerche lo stanno confermando: un uso quotidiano, ma moderato, del caffé allungherebbe la vita. Il confronto fra bevitori e non bevitori della famosa bevanda mostra infatti che i primi hanno mediamente una vita più lunga. Questo però - avvertono i ricercatori - non deve significare la corsa a chi ne beve di più, perché per ciascuno di noi esiste una soglia oltre la quale i benefici non solo si fermano, ma si associano a dannose controindicazioni. Ma quali sono le proprietà del caffé che risultano benefiche? Non è la caffeina, perché gli stessi effetti sono prodotti dal consumo di caffé decaffeinato. Il caffè, infatti, è una miscela complessa che contiene numerosi fitonutrienti e antiossidanti potenzialmente in grado di influenzare infiammazione, metabolismo e stress ossidativo. Quali di questi siano davvero responsabili degli effetti osservati, però, non è ancora del tutto chiaro. Anche perché ogni tazza è diversa: contano il tipo di chicco, la tostatura, la macinatura e il metodo di preparazione.
Negli ultimi anni la ricerca ha iniziato a guardare anche ai dettagli più pratici: come beviamo il caffè e quando lo beviamo. Alcuni studi suggeriscono che i benefici si osservano soprattutto tra chi lo consuma nero o con pochissime aggiunte.
Tutti i centenari hanno una cosa in comune: non sono in sovrappeso! Partendo da questa osservazione la famosa dietologa Rosanna Lambertucci, sempre in forma smagliante ad ogni nuova appartzione televisiva, ha elaborato la "dieta della longevità", con una serie di alimenti assolutamente da privilegiare. Vediamone alcuni.
Verdure a foglia verde (spinaci, cavoli, rucola): contengono antiossidanti, fibre e vitamine.
Frutti di bosco, melagrana, mele: combattono l’invecchiamento cellulare.
Legumi (lenticchie, ceci, fagioli): proteine vegetali e fibre.
Frutta secca e semi (noci, mandorle, lino): grassi buoni per cuore e cervello.
Pesce azzurro (sardine, sgombro): fonte di omega-3, protegge cuore e riduce l’infiammazione.
Olio extravergine d’oliva: alleato di arterie e cervello.
Cereali integrali (avena, farro, orzo): regolano zuccheri e saziano senza appesantire.
Tè verde e acqua: idratazione e difese naturali.
Evita zuccheri raffinati, carni lavorate e bevande zuccherate.
Perché - ci dile Lambertucci - la longevità è uno stile di vita: mangiare bene, muoversi, dormire, e soprattutto mangiare poco.
Raffaele Bonanni (nella foto), 76 anni, sindacalista fra i più noti, oggi docente di Diritto del Lavoro, è anche un acuto editorialista. Sul quotidiano telematico Interris pubblica articoli di grande interesse su diverse questioni di attualità. Recentemente ha pubblicato un editoriale sulla forza della terza età. Ne riportiamo i brani più significativi.
Sempre più anziani restano lucidi, attivi, capaci di progettare. La longevità non è declino, ma possibilità. Il welfare italiano, nato negli anni del boom, immaginava quarant’anni di lavoro e poi pensione. Allora i giovani erano molti e gli anziani pochi. Oggi la piramide è rovesciata: gli over 65 sono il 23% e nel 2050 potrebbero essere uno ogni due adulti. Un sistema pensato settant’anni fa non regge più, se non si reinventa con politiche di inclusione e partecipazione.
Il cliché dell’anziano fragile non regge ai dati. Giappone, Svezia e Canada sperimentano forme di lavoro flessibile per over 65. L’esperienza accumulata diventa capitale prezioso: trasmette saperi, colma lacune, offre visione. In un’economia della conoscenza, l’esperienza è ciò che trasforma la competenza in saggezza. Ma serve formazione continua. Imparare e aggiornarsi oggi è possibile a qualsiasi età, se si riduce il digital divide. In Italia oltre il 40% degli anziani non usa Internet. Il rischio è l’esclusione dai servizi e dalla vita sociale. In altri Paesi biblioteche e centri civici organizzano corsi di “tecnologia gentile”: non solo smartphone, ma anche reti e intelligenza artificiale al servizio dell’autonomia.
27 settembre 2025
Il gruppo Longevity già da un anno ha inaugurato a MIlano una SPA dedicata al benessere della terza età. Infatti il capoluogo lombardo, come sappiamo, attrae da sempre investimenti nel settore del wellness. In particolare quelli del gruppo Longevity, di cui fa parte The Longevity Suite, network italiano di biohacking & antiage city clinic (32, a cui quest’anno se ne aggiungeranno altre 5 in Italia e 4 all’estero) e che ha inaugurato la sua prima Spa al Portrait Milano, boutique hotel 5 stelle lusso di Lungarno Collection in pieno quadrilatero della moda (due gli ingressi, da via Sant’Andrea e da corso Venezia). E a Napoli? Quando potremo avere una struttura dedicata con queste caratteristiche?